Caritas Diocesana di Rimini
Rapporto sulle Povertà  2013

Conclusioni, prospettive

Questa pubblicazione racchiude in sé una moltitudine di punti di vista, gli autori delle varie relazioni appartengono a enti pubblici, privati, associazioni e cooperative cattoliche e non; nonostante questa varietà di soggetti, tutti guardiamo nella stessa direzione, tutti cioè desideriamo che nella nostra Rimini ci siano meno persone povere, escluse e disagiate.

Già dieci anni fa, nel primo Rapporto sulle povertà, i dati e le relazioni raccolte non erano solo della Caritas, ma raccoglievano anche la Mensa dei Frati e i Centri di Aiuto alla Vita; fin dalla sua nascita il Rapporto ha voluto essere uno strumento di unione, di riflessione e, nel suo primo decimo compleanno questo cammino fatto insieme si è ampliato e fatto sempre più tangibile.

La scelta dei temi trattati nei Rapporti è stata oggetto di approfondimenti e riflessione da parte di tutto il territorio, ad esempio: il tema dell’immigrazione trattato nel 2008 ha fatto scaturire nuove proposte pastorali all’interno delle parrocchie a favore dell’integrazione degli stranieri; il tema della casa nel 2011 ha sollevato il problema dei senza dimora e degli appartamenti sfitti facendo sorgere nuovi progetti da parte del Comune di Rimini come quello dell’albergo sociale ed è stato oggetto di riflessione nei tavoli anticrisi della Prefettura; il tema del lavoro del 2012 ha fatto scaturire il progetto Fondo Lavoro, progetto che ha visto l’intera Diocesi, le Banche, gli imprenditori e la cittadinanza uniti verso un solo obiettivo: trovare soluzioni concrete per coloro che sono senza lavoro.

Rimini è caratterizzata dalla sua instancabile capacità di mettersi in gioco e di essere accogliente, nella nostra provincia c’è la capacità di fare squadra, lo dimostrano le tante iniziative, la moltitudine di associazioni e di tavoli presenti sul nostro territorio (piano strategico, Piani di zona, tavoli anticrisi della Prefettura, incontri organizzati dalla Caritas, da Volontarimini e tanti altri…).

Per quel che concerne il sociale la capacità di “lavorare” e di “essere” squadra è ancora più diffusa. I poveri non sono solo della Caritas, della Chiesa, della Papa Giovanni o dei frati, i poveri sono presenti su tutto il nostro territorio e tutti, consapevoli o meno, ne siamo responsabili. Con la crisi economica è diventato ancor più evidente che tutti possiamo diventare e siamo poveri. Sono povero se mi sento solo, se non posso costruirmi un futuro, se non ho occasioni di lavoro, se non sono in grado di pagare l’affitto della casa in cui abito…

Per la preparazione di questo Rapporto abbiamo realizzato svariati incontri con tutti i soggetti coinvolti e sono scaturiti diversi allarmi nella lettura delle povertà:

  • urge trovare soluzioni per la ricerca del lavoro, il progetto del Fondo Lavoro è una strada ottima da percorrere, ma c’è bisogno di ulteriore sensibilizzazione e disponibilità;
  • aumentano le persone senza dimora e aumentano le persone prive di un documento che attesti la loro residenza, quindi non sono tutelate da nessuno;
  • cessano gli aiuti alimentari Agea, mentre aumentano le richieste di beni di prima necessità, è quindi necessario trovare nuove soluzioni per l’approvvigionamento degli alimenti;
  • gli affitti delle case devono essere più accessibili a tutti, ma allo stesso tempo devono essere ugualmente tutelati gli affittuari;
  • le famiglie con i minori sono quelle più in difficoltà e necessitano di sostegno anche per l’integrazione scolastica dei bambini fin dalla tenera età;
  • aumentano gli anziani in difficoltà e manca una vera e propria cultura capace di rimettere l’anziano al centro della famiglia;
  • gli immigrati non sanno più che fare se rimanere o partire e desiderano chiarezza rispetto ai contributi versati in questi anni;
  • i giovani descrivono sempre più situazioni di incomprensioni, solitudine e sono smarriti di fronte alle scelte da compiere per il futuro.

Questi solo alcuni dei punti più salienti (importanti anche i temi della sanità, delle dipendenze e della violenza).

I dati raccolti in questo Rapporto sono allarmanti: su tutto il territorio della diocesi di Rimini sono state incontrate dalle Caritas 7.455 persone in stato di povertà, il 40% di queste vivono con la propria famiglia, i bambini appartenenti a queste famiglie sono 3.547 e circa 1.200 i minori lasciati in patria. Più di 71 mila i pasti distribuiti dalle mense della Caritas, più di 54 mila quelli serviti dalla Mensa dei frati; 1.076 le persone accolte dalla Capanna di Betlemme e 889 quelle ospitate dalle Caritas; 291 le famiglie servite dal Banco di Solidarietà (per un totale di 435 adulti 195 minori) e 449 le donne aiutate dai Centri Aiuto Vita. Questi solo alcuni dati e, nonostante il nostro sforzo di prendere in considerazione più enti possibili, siamo consapevoli che molte persone restano nell’ombra e difficilmente potremmo mai avere un numero esatto di quante persone si trovino in stato di povertà sul nostro territorio, tuttavia già questi numeri devono allarmare e mettere in moto azioni e coscienze da parte di tutta la cittadinanza.

Cosa possiamo fare di fronte a tali drammaticità?

Il 6 marzo 2014 abbiamo realizzato un tavolo che ha visto coinvolti, in modo informale, Caritas diocesana, Mensa dei Frati, Capanna di Betlemme, Albergo sociale, Case Famiglie, Banco di solidarietà, Centro di solidarietà e Ass. Rompi il silenzio, intorno a questo tavolo si è ribadito il concetto di agire insieme, costruire progetti mirati che aiutino a sollevare le situazioni delle persone che si rivolgono ai nostri Centri. Uniti nella raccolta degli alimenti e nella loro ridistribuzione, uniti nel testimoniare che la povertà si combatte aumentando il numero dei volontari e di persone di buona volontà che abbiano voglia e desiderio di mettersi a servizio dei poveri, uniti nel desiderio che i diritti siano davvero uguali per tutti, affinché tutti possano essere tutelati anche se non hanno un certificato di residenza.

Noi come Caritas ce la stiamo mettendo tutta, lo stesso progetto del Fondo Lavoro, vuole essere una sfida, un dimostrare che insieme è possibile, che da questa crisi si può uscire solo se si mettono insieme le risorse.

Il desiderio è che il prossimo anno in questo Rapporto i numeri dei poveri possano diminuire, e possano invece aumentare i numeri di coloro che si sono impegnati nel dedicare tempo e competenze in azioni di solidarietà.

 

Isabella Mancino

Resp. Osservatorio delle Povertà e delle risorse
Caritas diocesana di Rimini